Brevi cenni storici

La pianta del cacao ha origini antichissime e, secondo precise ricerche botaniche, si presume che fosse presente più di 6.000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell'Orinoco

I Maya e gli Aztechi furono i primi a coltivare la pianta del cacao e a trasformarla in bevanda preparando un’acqua amara , il cioccolato, tostando e raffinando i grani di cacao tra pietre riscaldate.

La pasta ottenuta veniva mescolata con  acqua e con  aromi come  vaniglia , pepe e cannella.

Hernan Cortes , conquistatore del Messico, si deve l’importazione del cacao nel vecchio continente.

Storia, leggenda e destino si incrociarono sul cammino del condottiero spagnolo partito con le sue navi alla volta dell’America centrale e , giunto al cospetto del fiorente popolo Atzeco con soli 11 navi e 508 sodati.

Le truppe di Cortes si sarebbero trovati a fronteggiare  milioni di Atzechi , ma il destino appunto giocò un ruolo fondamentale nella vicenda, Cortes ed i suoi uomini furono accolti in modo amichevoli dagli atzechi ed in particolare dall’imperatore Montezuma che scambiò gli spagnoli per emissari del Dio dei venti.

Gli aztechi mostrarono a Cortes l’albero del cacao e dei suoi frutti ed egli nel 1524 spedì un carico in Spagna all’Imperatore Carlo V decantando le lodi della bevanda da essi ricavata con queste parole: una bevanda divina capace di dare forza e resistenza .

“Una tazza di questa preziosa bevanda permette all’uomo di camminare per un giorno intero senza cibo “.

Da quel momento gli spagnoli in Europa si appropriarono del monopolio del cacao e lo lavoravano aggiungendo miele e zucchero per rendere quella bevanda più gradevole.

Solo nel 1594 il cioccolato arrivò in Italia grazie al navigatore Francesco Carletti.

Nella prima metà del ‘600 il cacao si diffuse in tutti i principali stati europei, in Francia nel 1615,

in Germania nel 1641 ed in Inghilterra nel 1657.

Nel 1770 nasce in Francia la prima fabbrica di cioccolato la “Choccolat Pelletier“

Nel 1815 viene lavorata e fabbricata la polvere di cacao grazie all’olandese Van Houten.

Nel 1820 nascono in Africa le prime piantagioni di cacao.

L’Italia rivestì un ruolo di maggiore importanza nel processo di lavorazione del cacao grazie all’inventore torinese Doret che nel 1778 mise a punto una macchina idraulica che permetteva di macinare la pasta del cacao e vaniglia e mescolarla con lo zucchero raggiungendo risultati qualitativamente e quantitativamente impensabili.

Doret potrebbe essere definito l’inventore delle  barrette di cioccolato.

Fino al 1800 la cioccolata era stata una bevanda riservata ai ricchi ma nei primi anni del secolo fioriscono le prime  industrie che forniscono il cioccolato a prezzi economici , per alcuni con lo scopo di offrire ai poveri una bevanda alternativa agli alcolici che fosse deliziosa e nutriente.

CURIOSITA’ Fu Cristoforo Colombo il primo europeo a scoprire l’albero del cacao sulla piccola isola di Guanaja durante il viaggio in cui scoprì l’America , ma una volta assaggiata la bevanda amara ricavata dai suoi frutti, non la trovò di suo gradimento e non ne comprese l’importanza.

Proprietà benefiche 

Il cioccolato fondente, ossia quel cioccolato composto da almeno il 45% di pasta di cacao, è in grado di prevenire una serie di disturbi: dall'ipertensione alla depressione, dalle patologie cardiovascolari all'insonnia. Inoltre, il cioccolato fondente è in grado di proteggere l'organismo dalle cosiddette malattie cardiometaboliche, come il diabete di tipo 2 e il restringimento delle arterie, che possono causare attacchi di cuore.

Una direttiva dell'UE in vigore dal 3 agosto 2003 obbliga i produttori di cioccolato a specificare sull'etichetta la composizione del cioccolato, in modo che si distinguano i tipi di cioccolato puro da quello non puro e dai surrogati.

Viene definito cioccolato puro soltanto quello prodotto con burro di cacao e senza grassi vegetali aggiunti; è definito semplicemente cioccolato, invece, quello prodotto con l'aggiunta di grassi vegetali in quantità non superiore al 5%. Vengono infine definiti surrogati o prodotti a base di cacao quelli contenenti più del 5% di grassi vegetali.

Cioccolato fondente i benefici per il cuore

Grazie ad alcune sostanze contenute nel cacao, come i flavonoidi e i polifenoli, il cioccolato fondente ha proprietà cardioprotettive; queste sostanza, infatti, aiutano le arterie a mantenersi flessibili e in salute, avendo un effetto anti-ipertensivo. Inoltre, grazie alla presenza di teobromina, il cioccolato fondente agisce sulla muscolatura del Cuore con effetti cardiostimolanti che aiutano a prevenire l'infarto. 

Cioccolato fondente, antidepressivo e stimolante

Il cioccolato fondente contiene triptofeno, una sostanza che stimola la produzione di serotonina, conosciuto anche come l'ormone del buonumore e della felicità. La presenza di questa sostanza, insieme a quella dell'anandamide, rende il cioccolato fondente un ottimo alimento anti-depressivo. Questo effetto di benessere, sebbene transitorio può anche aiutare a migliorare il sonno, se non si eccede nelle quantità. Il cacao, infatti, contiene anche una minima quantità di caffeina che può causare eccitazione ed euforia.

A chi non fa bene il cioccolato fondente?

Attenzione però, perché non tutti possono mangiare cioccolato senza problemi. Questo alimento, infatti, essendo molto grasso impegna il fegato, quindi è controindicato a chi soffre di malattie epatiche e ai bambini sotto i 3 anni. Inoltre, può essere dannoso per chi soffre di mal di testa, perché, pare, il suo contenuto di betafeniletilamina favorirebbe l'insorgenza di emicrania.

(fonte pagine mediche)